Le rare volte in cui, nei giorni feriali, riesco ad arrivare a casa nell'orario dovuto, cioè le 18.10, e non nei tempi indecenti indotti da un ritmo lavorativo che, ultimamente, si sta facendo sempre più coercitivo, trovo sinceramente struggente indossare le pantofole, accatastare sul tagliere le verdure e armarmi di coltello affilato per ridurle in cubotti che daranno vita a quell'alchimia preziosa che sono i minestroni autunnali.
Utilizzo molto tutti gli ortaggi che appartengono alla famiglia dei cavoli, i legumi, ma soprattutto mi piacciono le preparazioni che vedono come loro ingrediente principe la zucca.
Può trattarsi di una semplice vellutata arricchita da un goccio di panna, di un minestrone più rustico, ma il più delle volte accompagno i miei piatti a base di zucca con le spezie. La zucca si presta benissimo a molti abbinamenti, perché, con il suo sapore dolce e fresco, accoglie facilmente le note di vitalità apportate dagli aromi.
Quella che vi propongo oggi è ideale per curare un raffreddore, perché contiene tanto zenzero, perfetto per lenire i mali di stagione, inoltre è molto leggera, tanto che, non essendo malata, fortunatamente, io l'ho arricchita con una dadolata di formaggio. Il mio compagno, invece, che aveva la febbre, l'ha mangiata plain e mi ha assicurato che, per quanto potessero percepire le sue papille gustative ottuse, anche senza formaggio era ottima.
Ingredienti:
Procedimento:
Versate sul fondo della pentola a pressione un filo d'olio. Affettate a velo la cipolla e cospargetela di zenzero. Aggiungete il pepe lungo pestato nel mortaio. Mondate la zucca, dadolatela e mettete anche quella nella pentola. Fate insaporire sul fuoco per qualche minuto, quindi unite le pere a cubotti e il brodo. Chiudete la pentola a pressione e fate cuocere per 15 minuti dal fischio (in pentola tradizionale vi occorreranno il doppio dei liquidi e del tempo).
Frullate la zuppa per ridurla a crema e rimettetela sul gas finché non avrà raggiunto la consistenza desiderata.
Suddividete in 4 fondine e aggiungete il caciocavallo a dadini, mescolando per farlo sciogliere parzialmente (personalmente preferisco non fonderlo completamente, ma sentire sul palato qualche bocconcino appena filante).
Da Serena Grossi
Testimonial de Il Cantonale